L’agricoltura è tornata al centro dell’agenda politica ed europea, questa è l’impressione dopo la centralità politica e mediatica avuta dal grande evento “Agricoltura È”, che ha dominato piazza Esedra a Roma nei giorni scorsi. I numeri del resto sono stati significativi, considerando la settorialità del focus, segno che ormai parlare di agricoltura significa inevitabilmente affrontare tanti temi economici contemporanei, dall’innovazione all’energia. Parliamo infatti di flussi di pubblico che hanno toccato le 100mila persone, tra cui migliaia di studenti, agricoltori, imprese, enti locali e istituzioni. Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, si è preso la scena, insieme al comparto che rappresenta. Sottolinea la necessità di una politica agricola che sappia unire tradizione e tecnologia, con l’obiettivo di proteggere le filiere nazionali e promuovere la sostenibilità. In un contesto globale caratterizzato da sfide come l’innalzamento dei dazi e la transizione energetica, l’Italia sta cercando di difendere la propria sovranità alimentare, tutelare il Made in Italy e valorizzare la competitività agricola, cercando di capire, come fanno anche gli altri Paesi europei, in che modo sfruttare in modo efficace gli strumenti messi a disposizione dall’Intelligenza Artificiale e dalle nuove frontiere tecnologiche per migliorare le produzioni e ridurre l’impatto ambientale: «Le nostre sfide sono la protezione del nostro modello agricolo, la tutela del marchio e la valorizzazione della sicurezza alimentare come strumento di libertà e sviluppo».

Ministro, come è andato l’evento “Agricoltura È”. Soddisfatto?
«È stato un successo straordinario. Oltre 100mila partecipanti, 12mila studenti, una partecipazione trasversale che ha coinvolto imprese, associazioni, università, enti locali e cittadini. “Agricoltura è” ha raccontato la forza, il valore e il futuro del nostro settore primario. L’apertura del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il sostegno della presidente Meloni e la presenza di numerosi ministri e parlamentari hanno dato forza a un messaggio chiaro: l’agricoltura è strategica e va rimessa al centro dell’agenda europea. Non è un punto d’arrivo, ma di partenza. Quando il sistema Italia fa squadra, i risultati si vedono».

Cosa può fare e cosa farà il ministero per tutelare le nostre filiere agricole dall’innalzamento dei dazi?
«Come ha ricordato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la strada per tutelare le nostre filiere dall’innalzamento dei dazi passa per la diplomazia. L’Italia è tornata ad avere un ruolo da protagonista, indirizziamo molte scelte strategiche e continuiamo a difendere gli interessi nazionali ed europei in tutte le sedi. L’Unione Europea e gli Stati Uniti restano alleati fondamentali: la diplomazia è al lavoro e confidiamo prevalga il buon senso, per mantenere solido il rapporto con Washington e rafforzare la nostra presenza sui mercati internazionali».

Come vede l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale e delle tecnologie innovative nel settore agricolo italiano? Quali sono i benefici concreti che queste innovazioni possono portare agli agricoltori e alla sostenibilità delle nostre produzioni?
«L’Intelligenza Artificiale e le tecnologie innovative sono un acceleratore di cambiamento per l’agricoltura italiana. Ad esempio, ci permettono di monitorare in tempo reale coltivazioni e processi produttivi, ottimizzando l’uso di risorse come acqua, fertilizzanti ed energia. Significa più produttività, meno sprechi e un impatto ambientale ridotto. Con il nostro lavoro quotidiano dimostriamo come tradizione e innovazione possano convivere, rafforzandosi a vicenda. I grandi eventi come il G7 Agricoltura e Pesca di Siracusa e quello di Roma di pochi giorni fa sono occasioni in cui si crea una rete tra agricoltori, centri di ricerca, università e istituzioni, utile per condividere soluzioni concrete alle sfide quotidiane. Puntiamo a un’agricoltura più efficiente, sostenibile e capace di competere a livello globale, senza perdere le sue radici».

Sovranità alimentare e tutela del Made in Italy, due pilastri della sua azione da ministro dell’Agricoltura. Cosa resta ancora da fare?
«Abbiamo preso un impegno con gli elettori: rimettere l’agricoltura e chi la vive ogni giorno al centro delle politiche italiane ed europee. I risultati cominciano a vedersi. La sovranità alimentare, che inizialmente sembrava un’idea solo italiana, è oggi uno dei capisaldi del documento di visione strategica per il futuro dell’agricoltura europea, presentato dal Commissario Ue all’Agricoltura, Christophe Hansen, insieme al vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto. Un cambio di passo importante, che riconosce il ruolo dell’Italia nella ridefinizione delle priorità europee: difesa del nostro modello agricolo, tutela del Made in Italy, valorizzazione della sicurezza alimentare come strumento di libertà e sviluppo».

Tema energia. In che modo l’agricoltura italiana può affrontare la sfida della transizione energetica in un contesto segnato da un forte innalzamento dei costi? Le imprese sono messe a dura prova.
«La transizione energetica è un processo importante che deve mettere insieme la salvaguardia dell’ambiente e la dimensione economica e sociale del mondo agricolo. Per questo motivo da un lato abbiamo proibito l’installazione di pannelli fotovoltaici a terra su suolo agricolo e dall’altro abbiamo incentivato tecnologie come l’agrisolare, gli impianti sui tetti dei fabbricati rurali senza più strappare un suolo alla produzione agricola. Questa misura, finanziata per 2.35 miliardi di euro tramite il Pnrr, ci ha permesso di sostenere oltre 21mila imprese per una installazione di oltre 1.600 MW di energia pulita, quadruplicando l’obiettivo inizialmente previsto dal Piano. La misura è stata recepita molto bene dal mondo delle imprese e siamo convinti che rappresenti la strada giusta per una transizione energetica non ideologica».

Alessandro Caruso

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