È stata un’altra giornata di turbolenze e passioni. Ma dopo la maratona notturna, la Camera ha dato il via libera alla legge di Bilancio 2023 con 197 sì e 129 no. Il testo, che deve essere approvato definitivamente entro il 31 dicembre per evitare l’esercizio provvisorio, passa ora all’esame del Senato per la seconda lettura. “È come con gli aerei quando c’è un po’ di turbolenza, l’importante è atterrare”, ha detto in serata il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, parlando in Transatlantico con i cronisti, interpellato in merito alla concitazione vissuta nelle ultime battute della manovra economica. Mentre era assieme al ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, Giorgetti ha replicato scherzando: “Non vi impressionate, siete giovani. Sono qui con il ministro Pichetto e abbiamo visto 50 anni di manovre in due, ne abbiamo viste di tutti i colori”.

Una manovra da 35 miliardi di euro, di cui 21 miliardi finanziati in deficit. Ci sono misure come la flat tax, il taglio del cuneo fiscale, la stretta sul Reddito di cittadinanza e l’intervento sulle pensioni minime. La voce di spesa principale è quella per mitigare le bollette di famiglie e imprese e vale 21 miliardi. Figurano l’azzeramento degli oneri di sistema, il credito di imposta sia per le piccole attività sia per le imprese energivore, il bonus sociale per le famiglie con Isee sotto 15 mila euro.

Il Governo alza le pensioni minime a 600 euro, ma la novità vale solo per il 2023 e per chi ha più di 75 anni. Per lasciare il lavoro scatta inoltre Quota 103 (41 anni di contributi e 62 anni di età). Per chi resta al lavoro è previsto un incentivo (Bonus Maroni). Per i lavori cosidetti usuranti confermata Ape Social. Cambia Opzione donna, la misura che permette alle lavoratrici donne di andare in anticipo in pensione. Sarà dai 60 anni (non più 58) e solo per alcune categorie: care giver; invalide dal 75% in su; disoccupate. Per le lavoratrici madri è previsto uno “sconto” sull’età pensionabile: 59 se con un figlio, 58 da 2 figli in su. L’assegno è ridotto di quasi il 30%.

Tra le voci in entrata della Manovra è il contributo di solidarietà richiesto alle imprese dell’energia che dovrebbe garantire un incasso per 2023 di poco superiore ai 2,5 miliardi. La tassa sugli extra profitti prevede un contributo del 50% sull’imponibile Ires e sull’incremento medio superiore al 10% sui quattro anni precedenti (2018-2021). Le società interessate dal versamento del contributo sono circa 7 mila.

La manovra stabilisce inoltre che per i redditi fino a 35 mila euro il cuneo fiscale è ridotto di due punti percentuali, mentre per i redditi fino a 25 mila euro il taglio del cuneo è di tre punti. I premi produttività fino a 3 mila euro sono tassati al 5%. Tra le misure identitarie della destra la Flat Tax. La cosidetta tassa piatta al 15% per autonomi e partite Iva viene estesa, passando da 65 mila euro annui a quota 85 mila euro. Prevista inoltre una flat tax incrementale sempre con aliquota al 15%, con un tetto di 40 mila euro e una franchigia del 5%, rispetto al reddito d’importo più elevato, conseguito nel triennio relati agli anni 2020-2022.

Confermata la stretta sul Reddito di cittadinanza. Nel 2023 il sussidio sarà garantito agli occupabili per solo 7 mesi. Salta il riferimento alla cosiddetta “offerta congrua”, scatta inoltre l’obbligo di istruzione per i giovani tra i 18 e i 29 anni. Sale da 6 a 8 mila euro la decontribuzione per chi assume i beneficiari del Reddito. Dopo giorni di dibattito su Pos e contanti la misura che eliminava le multe per gli esercenti che rifiutavano di utilizzare il Pos sotto i 60 euro è stata stralciata. Ma il governo pensa a un fondo per ridurre le commissioni sui micropagamenti digitali a carico degli esercizi commerciali. Intanto sale a 5 mila euro la soglia per l’utilizzo del contante.

Una degli interventi voluti personalmente dalla premier Giorgia Meloni riguarda il taglio dell’Iva dal 10 al 5% sui prodotti per l’infanzia. Una misura per cercare di mitigare gli effetti dell’inflazione sulle famiglie. I manovra entra anche la norma sulla cosiddetta tampon tax, ovvero l’Iva sui prodotti per l’igiene femminile: anche in questo caso cala dal 10 al 5%. Per le famiglie fragili con redditi fino a 15 mila euro arriva la Carta Risparmio.

Poi c’è la Tregua Fiscale. Si tratta di una sanatoria che oltre a prevedere la norma per la cancellazione delle cartelle esattoriali sotto i mille euro relative al periodo 2000-2015 (sebbene subordinata all’ok dei comuni ed escludendo le multe), stabilisce la possibilità di rateizzare i pagamenti fiscali non effettuati nel 2022, con una sanzione del 5% sui debiti relativi alle dichiarazioni del biennio 2019-2020.

Una norma della legge di Bilancio aumenta l’assegno familiare per i nuclei con quattro figli o più. Il congedo parentale, dopo una lunga discussione all’interno della maggioranza, nel caso di figli con età fino a 6 anni passa dal 30% all’80% per un mese aggiuntivo. Il congedo aggiuntivo in un primo momento era previsto solo per le madri, ma poi un emendamento ha esteso il beneficio anche ai padri.

Viene riattivata la Stretto di Messina Spa, attualmente in liquidazione, per far ripartire i lavori per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. La norma prevede inoltre la rinuncia da parte della società a tutti i contenziosi in corso e la nomina del nuovo cda. Secondo il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini entro 2 anni partiranno i lavori.
Si potrà chiedere la trasformazione del mutuo da tasso variabile a fisso. Lo prevede già una norma del 2012 con il passaggio gratuito e a condizioni prefissate. Ma è necessaria una norma ad hoc se il contratto di mutuo non lo prevede. Sconto del 50% dell’Iva per chi acquista case green direttamente dal costruttore entro il 31 dicembre 2023.

Arrivano nuove regole per le intercettazioni legate alle attività di intelligence. Gli 007 potranno effettuarle al massimo per 40 giorni, le proroghe saranno di 20 giorni in 20 giorni. I dati raccolti dovranno essere distrutti entro 6 mesi e il procuratore generale della Corte d’Appello di Roma potrà disporne la conservazione per non più di due anni. I costi per l’attività di intelligence non saranno più a carico del ministero della Giustizia, ma del ministero dell’Economia. Slitta al 30 giugno 2023 l’entrata in vigore della parte delle norme civili contenute nella riforma Cartabia.

Sale a 8 mila euro l’esonero contributivo per le aziende che assumono lavoratori a tempo indeterminato. La misura, che vale per l’intero anno 2023, è destinata ai lavoratori giovani fino ai 35 anni compiuti, ma anche per le donne disoccupate o in difficoltà o precarie, per i percettori del reddito di cittadinanza. I Comuni capoluogo di provincia a forte vocazione turistica (con presenze turistiche 20 volte superiore al numero dei residenti) potranno applicare un’imposta di soggiorno fino a 10 euro a notte a persona. Per l’edilizia il Superbonus entra nella legge di Bilancio anche se le norme che lo regolano e lo riformano restano nel decreto Aiuti quater. Ma in manovra viene inserita la proroga per i condomini al 31 dicembre 2021 della Cila, la dichiarazione di inizio lavori, ma sarà valida solo nel caso di delibera assembleare con data entro il 18 novembre. Dal 2023 ‘agevolazione scende al 90%.

Altra dibattuta misura riguarda 18app. Per il 2023 resta uguale, ma dal 2024 il bonus cultura introdotto nel 2016 dal governo Renzi per tutti i neo 18 enni cambierà e si sdoppierà in “Carta cultura giovani” e “Carta del merito”. Sarà sempre destinato ai ragazzi di 18 anni di età ma per ottenerlo sono previsti dei requisiti. Per la “Carta cultura” sarà necessario un reddito Isee del nucleo famigliare fino a 35 mila euro. Per la “Carta del merito” bisognerà aver ottenuto cento centesimi all’esame di maturità. Lo smart working semplificato, quello che non necessita di uno specifico accordo tra lavoratore e azienda, sarà previsto anche nel 2023. Ma c’è una stretta: la misura viene prorogata al 31 marzo 2023 solo per i lavoratori fragili. Vengono esclusi quindi i genitori di figli sotto i 14 anni che finora hanno usufruito del lavoro agile.

Infine entra in manovra la cosiddetta norma “salva sport” che concede a federazioni sportive nazionali, associazioni, enti di promozione sportiva, società professionistiche e dilettantistiche di pagare in 60 rate con la maggiorazione del 3% i debiti dovuti allo Stato saltati durante il periodo di pandemia. La cifra dovuta è di 889 milioni di euro: circa 500 milioni sono dovuti dalle società di calcio di Serie A. Il pagamento potrà essere effettuato fino al 2027; la maggiorazione del 3% vale 26,67 milioni di euro. Il mancato pagamento di una rata fa decadere l’intero beneficio.

Redazione

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