Il caso a Castellammare di Stabia
“Mio figlio rinchiuso in palestra tra gli escrementi, è affetto da autismo”, mamma denuncia la scuola

“Nostro figlio autistico chiuso nella palestra della scuola. Trattato come un cavallo in una stalla”. È quanto denuncia una madre scossa e arrabbiata in un video. L’episodio in un istituto scolastico alla periferia di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. Il 14enne vittima della denuncia è affetto da disturbo dello spettro autistico e disabilità intellettiva.
Il caso subito denunciato, secondo quanto riporta Il Mattino, si sarebbe verificato all’Istituto comprensivo 5° Karol Wojtyla di Castellammare. Stando a quanto denunciato dai genitori il ragazzo sarebbe stato trovato nudo e disorientato, in mezzo ai suoi escrementi nella palestra. Una denuncia clamorosa. Tensioni tra i genitori e i rappresentati scolastici che si sono placate soltanto con l’arrivo sul posto dei carabinieri.
I genitori hanno raccontato che il ragazzo è di solito in grado di provvedere autonomamente alla sua igiene personale. In questo caso sarebbe stato abbandonato e lasciato per lungo tempo solo in palestra. Dove si è spogliato e ha espletato i suoi bisogni. “Venite a scuola, vostro figlio è tutto sporco”, la telefonata di un’operatrice sociale arrivata ai genitori. “Correte, è accaduta una cosa al ragazzo”. Madre e padre si sono allora precipitati.
Quando sono arrivati sul posto la reazione del padre sarebbe stata più rabbiosa, la donna avrebbe invece documentato con foto e video prima di telefonare ai militari. La versione della scuola: il 14enne sarebbe stato portato in palestra durante una crisi per evitare che potesse danneggiare aule, colleghi alunni e docenti. Gli insegnanti avrebbero trovato difficoltà a gestirlo perché il ragazzo è alto un metro e novanta centimetri e pesa circa 100 chilogrammi.
Sul caso è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Torre Annunziata. A difendere il ragazzo gli avvocati Alfonso Vozza e Bianca Sanacore. “Abbiamo appreso la notizia attraverso la stampa – ha dichiarato Asia Maraucci, presidente de La Battaglia di Andrea, associazione che si occupa del tema della disabilità – episodi del genere non devono capitare, e sinceramente la cosa che più mi lascia sconcertata, oltre al fatto in sé già gravissimo, è che la scuola si sarebbe giustificata con la difficoltà di contenere il ragazzo a causa della sua stazza. Contatteremo i legali della famiglia e se vorranno, li affiancheremo in tutto, episodi del genere non devono capitare e chi ha sbagliato dovrà pagare nelle sedi civili e penali”. Le indagini potranno accertare come effettivamente sono andati i fatti ed eventuali responsabilità.
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