Ci sarebbe una immagine a incastrare Raul Esteban Calderon, il pregiudicato argentino arrestato la scorsa settimana con l’accusa di omicidio. È lui, secondo gli inquirenti, l’uomo che fugge dopo aver commesso il delitto, l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, il “Diabolik” capo ultrà della Lazio con ‘interessi’ nel narcotraffico.

Le immagini sono riprese da una telecamera di videosorveglianza privata: in un fotogramma si vede un uomo vestito da runner che di corsa attraversa via Lemonia, la strada che costeggia il parco degli Acquedotti dove è avvenuto l’omicidio.

Sul suo polpaccio destro è ben evidente una grossa benda bianca sul polpaccio destro: per i pm della Procura di Roma che indagano sull’omicidio di Diabolik la fasciatura serviva a coprire il vistoso tatuaggio di Raul Esteban Calderon. Da precauzione per non essere riconosciuto, quella vistosa benda sarebbe diventata uno dei principali indizi nei suoi confronti.

Contro il presunto sicario argentino però c’è altro: a tradire il 52enne è stata anche l’ex compagna, madre della figlia minorenne e sua sodale in parte della carriera criminale, quando Calderon era un rapinatore di gioiellerie.

In una telefonata intercettata la donna avrebbe accusato il sicario di averle preso la pistola di nascosto per poi usarla nel pomeriggio del 7 agosto 2019 per uccidere Piscitelli con un singolo colpo di pistola alla nuca. Arma, una calibro 9×21, che ad oggi non è ancora ritrovata. Ex compagna che poi, scrive Il Messaggero, ha messo tutto a verbale ed è stata poi condotta in una località protetta.

M’hai rubato la pistola per fa n’omicidio de m…!“, dice in una intercettazione l’ex compagna di Raul Calderon. “Lo sai hai ammazzato Diabolik con la pistola mia, la 9X21, se me fai passà li guai so’ ca..i tua Raul, quando te fai trent’anni lo vedi come stai male? Co’ questo addio bello? E fa che nessuno mai me viene a bussà perché dico tutto quello che so“, dice la donna. “Tu stai male – è la replica di Calderon – te rendi conto de quello che dici… Dillo… urlalo brutta tr...”. “A Raul… forse non hai capito che lo sanno tutti? Te devi andà a fà trent’anni perché non me li voglio fa’ io per te? Hai usato la pistola della rapina“, ribatte ancora l’ex compagna, che proprio per la questione dell’omicidio di Piscitelli romperà la relazione col 52enne argentino.

Ad indicare Calderon come responsabile del delitto anche una seconda persona: Enrico Bennato, criminale della periferia Ovest di Roma. Quest’ultimo, intercettato in carcere mentre parlava col fratello arrestato per minacce all’ex fidanzata, avrebbe fatto il nome dell’argentino come esecutore dell’omicidio di Diabolik. “Ha ammazzato Diabolik, lo sa tutta Roma, le guardie però non c’hanno le prove, io so indagato eh, so indagato de Diabolik“, dice Bennato, non sapendo in realtà che gli investigatori erano già in possesso delle prove contro l’argentino.

Proprio gli atti dell’indagine, che riporta Repubblica, evidenziano come Diabolik sia stato ucciso nell’ambito di una faida tra bande: “L’omicidio Piscitelli si inquadra in un particolare contesto di lotte criminali che vedeva il gruppo di Fabrizio Piscitelli affiancato dal suo braccio destro Fabrizio Fabietti, contrapposto al gruppo dei fratelli Bennato del quale fa parte l’odierno indagato“.

 

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Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.