Il nuovo film del regista
Paolo Genovese presenta ‘Supereroi’, “L’amore alla sfida della quotidianità”

Chi sono i veri supereroi? Prova a rispondere Paolo Genovese raccontando la storia di Anna e Marco, Alessandro Borghi e Jasmine Trinca, alle prese con il tentativo di far sopravvivere la propria storia d’amore al tempo che passa. Si chiama Supereroi il film che li ritrae e trova il suo fondamento nel libro omonimo scritto dallo stesso Genovese e uscirà a Natale perché è proprio quello il momento in cui si tirano le somme, nel bene nel male, di ciò che si è costruito.
Dopo Perfetti sconosciuti che metteva improvvisa luce sulle verità che di noi nascondiamo agli altri, Supereroi si immerge in vent’anni di relazione di coppia con i suoi sogni, tradimenti, malattie e ipotesi di futuro. «Dopo Perfetti sconosciuti mi hanno chiesto: “Ma hai una visione così nera della coppia”? – rivela Paolo Genovese ad inizio incontro -. Rispondo che lì raccontavo la parte oscura, quanto poco ci conosciamo con i nostri cari. Supereroi tra alti e bassi esalta la forza della coppia e la forza di resistere al tempo. Ne esci con qualcuno da abbracciare» . Il sottotitolo del film recita: può l’amore sconfiggere il tempo? «L’ambizione, se racconti 20 anni – riflette – è di fare un percorso esaustivo del rapporto di coppia e poi c’è il discorso del tempo che mi sta molto a cuore. Spesso pensiamo che il tempo a nostra disposizione sia infinito ma questa storia, in cui non c’è il classico lieto fine, è importante per sottolineare che il tempo ha una scadenza e se riesci ad avere questa consapevolezza magari riesci anche a non trascurare nulla».
Supereroi è anche il fumetto che Anna (Trinca) disegna sulla sua storia d’amore, sono lei e Marco (Borghi) quelli con i superpoteri se riescono a stare insieme da tanti anni. Nella vita reale, “vivere” in coppia è veramente l’impresa più ardua che ci sia? Al sentire la parola Supereroi, immaginiamo gli Spider-man della situazione con tanto di poteri soprannaturali e costume o alle persone normali? «Se devo pensare ai supereroi – ammette senza dubbi Borghi- devo essere sincero, non mi viene in mente chi resta insieme per anni ma chi aiuta gli altri». Lo segue a raffica Jasmine Trinca: «Ho l’impressione che i supereroi siano le persone che faticosamente hanno a che fare con la propria esistenza e nonostante questo la portano avanti». Le affermazioni dei suoi attori aprono la strada alla riflessione di Genovese: «Le vostre domande fanno riflettere anche su aspetti che non avevo considerato – esordisce. Il titolo è un esagerazione ma se ci pensate, i supereroi sono sempre persone che fanno qualcosa per qualcun altro senza un interesse personale, senza voler nulla in cambio. In una coppia che funziona – continua – il fare qualcosa per l’altra persona può essere un modo per far durare la relazione, fare qualcosa per il tuo compagno senza voler nulla in cambio, se non il suo benessere, può essere un comportamento da supereroe».
Genovese non manca di fare ironia anche sulla sfida, al box office, con un competitor da incasso sicuro, Spider-man: no way home: «Perfetti sconosciuti come titolo mi è venuto subito e anche con Supereroi ci siamo sentiti tutti comodi, forse adesso avremmo dovuto puntare su qualche ragno e qualche ragnatela» commenta ridendo. Non dirigerà film Marvel ma Paolo Genovese può di sicuro vantare un successo di botteghino e di esportazione dei suoi film senza pari. Perfetti sconosciuti ha fatto da apripista per i suoi film ed anche per gli altri titoli italiani che si spingono oltre il nostro paese: «Dopo Perfetti sconosciuti, distribuito in 80 paesi è cominciato un circolo virtuoso dei distributori – ricorda. The Place è andato bene e anche Supereroi, sulla scia di questi due, è stato venduto in tanti Paesi all’estero. Questo è motivo di orgoglio non soltanto per i miei film ma deve essere uno stimolo per i produttori a credere nell’esportazione del nostro prodotto».
Alessandro Borghi e Jasmine Trinca sono tra gli attori più amati e rinomati del cinema italiano. All’ultima Mostra del Cinema di Venezia Borghi ha presentato Mondocane, opera prima distopica che lo vede tatuato e incattivito, ruolo totalmente diverso dal Marco di Supereroi. Cosa cerca nei ruoli che sceglie di interpretare? «Il mestiere dell’attore è uno strumento a servizio della storia e la mia considerazione di questo lavoro è molto cambiata negli anni perché la cosa importante è far parte di qualcosa di bello per me e non per gli altri – confessa l’attore diventato celebre con Suburra nel 2015. Non mi interessa essere cattivo, bravo o buono ma far parte di una storia che valga la pena raccontare» afferma sicuro. Immaturi, Tutta colpa di Freud, Sei mai stata sulla Luna? sono alcuni dei titoli delle commedie più famose scritte e dirette da Genovese prima dell’arrivo prorompente di Perfetti sconosciuti. Supereroi per alcuni segna l’ingresso definitivo del regista nel registro dei film drammatici e l’abbandono della commedia: «Svolta drammatica? Sì lo è ma io ho sempre detto che quello che veramente amo, altrimenti mi annoio, sono le emozioni. Se non hai riso con le mie commedie non mi disturba ma se non ti emozioni mi preoccupo – sottolinea il regista rivelando poi una curiosità – Pensate che comunque in Cina Perfetti sconosciuti è uscito come horror!».
Andare nelle sale a Natale comporta una grande responsabilità, soprattutto in un momento come questo dove il cinema sta soffrendo nuovamente per l’aumento contagi e gli incassi stentano a decollare. Cosa significa questo in termini di rapporto con il pubblico per Genovese?« I film li faccio per il pubblico – risponde – ma a volte il rischio del cinema è ricalcare. Immaginate quante volte mi hanno chiesto di fare un sequel di Perfetti sconosciuti. Penso che chi ha la fortuna di avere un successo di pubblico ha anche la responsabilità di portargli qualcosa di nuovo altrimenti te ne approfitti. Devi scrivere quello che potrebbe piacergli, prendendoti il rischio. Se riesci a sorprendere e spiazzare, hai la chiave».
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