La notizia ce la regala la cronaca genovese di Repubblica, la città dove questa storia prende inizio. Luca Pastorino, deputato da tre legislature (Civati, Leu ed ora Misto, in attesa degli eventi) e sindaco di Bogliasco, riprenderà la tessera del Pd e farà rientro nel suo gruppo parlamentare. “Mi darà la stessa Elly Schlein la tessera, a Genova – spiega – da quando è stata eletta segretaria, mi sono deciso a tornare”. I due, che come in una storia a lieto fine si sono ritrovati, incontreranno insieme la stampa, probabilmente per raccontare l’emozione di questa convulsa reunion.

Ma chi è Luca Pastorino? Per ripercorrere la sua biografia, bisogna partire dal 2015. Raffaella Paita, attuale presidente del gruppo Azione-IV in Senato, è assessora regionale alle Infrastrutture ed alla Protezione Civile in Liguria ed ha appena vinto primarie contrastatissime contro Sergio Cofferati. L’ex sindaco di Bologna e già capo del sindacato rosso, non la prende benissimo ed il 18 gennaio lascia il Pd. La Paita negli anni si è costruita una solidità nel territorio grazie all’esperienza accumulata nell’amministrazione regionale, a fianco del Presidente Claudio Burlando.

Ha vinto le primarie ed è quindi l’erede naturale alla sua successione, un traguardo raggiunto con tenacia perché Raffaella partiva da più lontano, è spezzina, ovvero proveniente da una periferia dell’impero (Genova). Sulla sua strada si insinuano anche i giudici, che per ‘combinazione’ avviano un’indagine per ‘mancato allarme’ durante l’alluvione di Genova del 2014 (tre anni dopo nel 2018 la Paita verrà totalmente assolta perché il fatto non sussiste). Sono gli anni del governo di Matteo Renzi, Raffaella guarda con simpatia al Presidente del Consiglio, una congiuntura esplosiva, un peso troppo oneroso da sopportare per la sinistra genovese, che cerca di andare in scia con i magistrati.

Quindi Cofferati esce dal Pd, ed a distanza di qualche mese, battezza Luca Pastorino come suo alfiere. Il deputato segue il suo maestro, esce anche lui dal Pd, ed a distanza di qualche giorno convince anche Pippo Civati a seguirlo nel misto. Una vera e propria sommossa che produce un risultato sorprendente nelle urne convocate il 31 maggio: si afferma l’esordiente berlusconiano Giovanni Toti, il Pd con Raffaella Paita viene sconfitto, ed i voti che mancano sono proprio quel 9% che raccoglie a sinistra Luca Pastorino. Si è detto di Civati, pochi giorni dopo il suo addio, lo segue anche una sconosciuta deputata europea, arrivata a Bruxelles grazie al sorprendente 40% che raggiunse Renzi l’anno precedente.

“Sono le righe più difficili che abbia mai scritto. Le scrivo dopo due lunghi giorni di silenzio, ma riflessioni che durano da settimane, o forse mesi. E che mi portano ad una scelta soffertissima”. I giornalisti che raccontano questa nuova uscita dal Pd la descrivono come allieva ed amica di Pippo Civati, così come allievo dello stesso è considerato anche Luca Pastorino.

L’europarlamentare fuoriuscita si chiama Elly Schlein, la stessa che esattamente 8 anni dopo riconsegnerà la tessera del Pd che ha conquistato con le primarie a Luca Pastorino, l’uomo che avviò in Liguria il lungo predominio di Giovanni Toti. Venerdì probabilmente la conferenza stampa dei due, e come direbbe Peppino Di Capri, ‘champagne per brindare ad un incontro’.

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Vive a Roma ma è cresciuto a Firenze, è un antico frequentatore di corridoi, ha la passione per Philip Roth e per le melanzane alla parmigiana, predilige il paesaggio della Versilia