Prima l’apertura verso gli ultras, con alcuni rappresentati che sarebbero stati invitati (non si sa bene quando!) addirittura in Prefettura per un vertice con le istituzioni locali e il Calcio Napoli, poi in serata l’attribuzione di una scorta al presidente azzurro Aurelio De Laurentiis in seguito alle tensioni con gli stessi componenti del tifo organizzato.

Non è una barzelletta. E’ Napoli con le sue contraddizioni croniche, le sue inadeguatezze. Una città dove regna il caos, si muore per nulla (vedi il caso di Francesco Pio Maimone sul lungomare), la percezione di sicurezza è ai minimi storici da tempo, le notizie di cronaca nera vengono comunicate (salvo rare eccezioni) con un ritardo raccapricciante e la videosorveglianza capillare è solo una delle tante promesse disattese della politica.

Una città dove, per molti, tutto è camorra: dai parcheggiatori abusivi alle bancarelle che vendono prodotti falsi, alle attività commerciali nate grazie ai “soldi sporchi”. Una città cantiere aperto, dove si parla, si predica, si fanno annunci salvo poi vedere prefetto, questore e sindaco trovare il tempo per aprire alla possibilità di un incontro chiarificatore tra ADL e quegli ultras che un giorno lamentano i prezzi alti dei biglietti, un altro il mancato accesso in curva di tamburi, striscioni e pezze varie, salvo poi essere “corteggiati” dallo stesso patron azzurro, dalla stampa e dalle istituzioni per tornare in gradinata a tifare e a guidare il pubblico del Maradona nella rimonta Champions contro il Milan che vale l’accesso alle semifinali.

Insomma il caos in una città che tra poche settimane si appresta a festeggiare tra le polemiche il suo terzo scudetto della storia dopo 33 anni. La colpa? Tutti vogliono primeggiare, rivendicare il proprio ruolo e poco importa della figuraccia a livello mondiale. Nel frattempo dal clima distensivo verso gli ultras (alcuni di loro non hanno la tessera del tifoso e quindi non hanno i biglietti, esauriti, per la gara di ritorno contro il Milan in programma martedì 18 aprile al Maradona) alla decisione di Prefettura e Viminale di mettere sotto scorta De Laurentiis per quelle che vengono definite “tensioni” registrate nelle ultime uscite, casalinghe e in trasferta, della squadra di Spalletti.

 

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Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.