L'intervento
Quando Di Battista voleva il sangue di Berlusconi

«La storia è la memoria di un popolo, e senza una memoria, l’uomo è ridotto al rango di animale inferiore”, disse Malcolm X. Ebbene rinfrescarla è un dovere per contrastare chi la Storia vorrebbe ribaltarla». Queste sono le premesse con cui il passionario grillino, Alessandro Di Battista, introduce una serie di accuse infamanti ai danni di Silvio Berlusconi. Non entrerò nel merito delle accuse a Berlusconi perché non spetta a me né a Di Battista il ruolo di giudice del popolo. Ciò che però occorre ricordare, per contestualizzare al meglio le parole di Di Battista, è ricordare una vicenda che riguarda direttamente il grillino e che fino ad oggi non era mai venuta alla luce.
Era il 9 novembre 2011 e di lì a poco Berlusconi si sarebbe dimesso. L’Italia era sotto l’attacco della finanza internazionale nonostante i fondamentali dell’economia fossero migliori di oggi, lo spread era alle stelle, e Mario Monti veniva nominato senatore a vita. In quel periodo il grillino Di Battista viaggiava per il Sud America occupandosi dell’impatto sulla popolazione dei progetti Enel in Cile e Guatemala e sempre nel 2011 iniziava a collaborare con il blog di Grillo. Alle 21:10 del 9 novembre 2011, una signora di nome Eva Aymerich Mas, scrive sul profilo Facebook del pentastellato: «Alessandro, se va Berlusconi!!!!!» (Alessandro, se ne va Berlusconi!!!).
La risposta che Di Battista dà alla signora Eva di lì a poco è agghiacciante: «si pero el problema es el sistema…se habla de amato, viejo ladron hijo de puta que pagava craxi con la plata de berlusconi! estamos jodidos… la sangre es la solucion!» (Sì ma il problema è il sistema…si parla di Amato, vecchio ladrone figlio di p**** che pagava Craxi con i soldi di Berlusconi! Siamo fregati…il SANGUE è la soluzione!). “Il sangue è la soluzione” per il grillino. E se grazie al cielo non si sono registrati versamenti di sangue nel nostro Paese, viene da chiedersi cosa fosse disposto a fare l’esponente del Movimento per far arrivare i 5 Stelle al potere. Chi pensa che il sangue sia la soluzione non dovrebbe avere problemi a considerare come una soluzione più che legittima il sostegno economico di dittature straniere o il supporto tecnologico e logistico di altri Stati.
Il Di Battista che ieri inneggiava al sangue è lo stesso che oggi accosta Berlusconi a Cosa Nostra senza menzionare che i governi presieduti dal presidente di Forza Italia ottennero risultati strepitosi nella lotta alla mafia. Dal 2008 al 2011 vennero arrestati mediamente 8 mafiosi al giorno (un record), vennero presi quasi tutti i superlatitanti e vennero sequestrati e confiscati beni per oltre 25 miliardi di euro. Il successo di Berlusconi nella lotta alla mafia fu così evidente che nel 2012 il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, dichiarò pubblicamente (ci sono le registrazioni) che il governo Berlusconi meritava “un premio speciale” per la lotta alla criminalità organizzata.
Ecco: oggi che la vicenda dell’esclusione politica per via giudiziaria di Berlusconi emerge in tutta la sua forza, le parole di Di Battista sull’importanza della storia sono un monito per tutti quegli italiani che hanno sempre saputo quale ingiustizia si fosse consumata ai danni di Berlusconi, ma ancora di più ai danni della democrazia italiana. Malcom X aveva ragione: «La storia è la memoria di un popolo, e senza una memoria, l’uomo è ridotto al rango di animale inferiore». E Il Riformista continuerà a battersi per far sì che la verità storica, politica e giudiziaria venga alla luce.
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