A Francisco Oropeza avevano chiesto di smettere di sparare, com’era solito fare nei pressi della sua abitazione, perché i bambini stavano cercando di dormire. È in fuga l’uomo, principale indiziato della strage di Cleveland, in Texas. Cinque le persone uccise, tra questi anche un bambino di otto anni. La sparatoria è scattata nella serata di venerdì 28 aprile. E ora in Texas è caccia all’uomo. Francisco Oropeza “è là fuori ed è una minaccia per la comunità”, ha detto l’agente speciale James Smith alla Cnn.

A Cleveland, a circa 60 chilometri a nordest di Houston, erano circa le 23:00, ora locale. Le vittime della sparatoria sono un uomo, tre donne e un bimbo, tutti originari dell’Honduras, tutti colpiti alla testa. Sopravvissuti due adulti e tre bambini, cui hanno fatto da scudo i corpi di due donne trovate sdraiate sul letto. Secondo quanto ricostruito la richiesta di smettere di far rumore avrebbe irritato l’uomo che sarebbe entrato in casa delle vittime con un fucile semiautomatico Ar-15. La richiesta di sospendere quell’abitudine gli era stata sollcetitata più volte anche dalle forze dell’ordine. Oropeza è stato incastrato dalle immagini delle telecamere di sicurezza mentre, pochi secondi dopo la strage, camminava lungo il vialetto di casa dei vicini con il fucile in braccio.

Oropeza ha 38 anni. L’FBI di Houston ha diffuso anche sui social una foto segnaletica del ricercato. “Se lo vedete non vi approcciate a lui. Lo consideriamo armato e pericoloso. Se avete suggerimenti relativi alla sparatoria o al luogo in cui si trova Oropeza, chiamate l’ufficio dello sceriffo della contea di San Jacinto”. Ai giornalisti lo sceriffo della contea di San Jacinto ha dichiarato che “è orribile, nessuno dovrebbe mai vedere questa scena, il sangue, lo sconvolgimento che si è verificato in quella casa”.

Il caso riporta all’ordine del giorno il problema del possesso di armi da fuoco negli Stati Uniti. Per il Gun Violence Archive quella del 29 aprile è già la 19esima sparatoria di massa dall’inizio dell’anno. Per l’FBI sono state 50 le stragi di massa con 100 persone uccise e 213 feriti nel 2022 – statistica che esclude le azioni delle gang, dispute familiari, prese di ostaggi o atti criminali come rapine in banca. Per il Gun Violence Archive l’anno scorso sono state almeno 646 le sparatorie di massa.

Gravissimo l’episodio che si era verificato a Uvalde, sempre in Texas, il 23 maggio del 2022, quando un giovane armato di fucile semiautomatico aveva ucciso 10 bambini e due insegnanti in una scuola. Lo scorso marzo una bambina di tre anni aveva ucciso la sorellina di quattro dopo aver ritrovato una pistola semiautomatica in casa, a Houston. Le leggi sulle armi in Texas sono tra le più permissive. Circa un milione di texani possiedono un’arma ma, come spiegava in un articolo Il Post, le stime potrebbero essere riviste per eccesso visto che non sono necessari particolari permessi per acquistare, vendere e portare con sé pistole e fucili. Il governatore repubblicano Greg Abbott nel 2021 ha infatti messo fine alla necessità di avere un porto d’armi per le persone di più di 21 anni. Non è necessario neanche portare le armi con cinture in vita o a spalla ma vanno sempre tenute in una fondina.

A fine gennaio, dopo le stragi di Monterey Park, a Los Angeles, di San Francisco e nell’Iowa, il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden era tornato a lanciare un appello al Congresso per bandire le armi d’assalto. In una nota Joe Biden scriveva di voler “agire rapidamente e portare al mio tavolo l’Assault Weapons Ban”, una legge per mettere al bando le armi d’assalto e per alzare il limite a 21 anni per acquistarle.

 

Avatar photo

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.