Troppi suicidi in carcere dall’inizio del 2024. In due mesi e mezzo si sono tolti la vita 24 detenuti e tre agenti della polizia penitenziaria. Una vera e propria emergenza che però non interessa alle istituzioni, salvo gli appelli lanciati a distanza di una settimana prima dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e, oggi, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

Interventi urgenti

Parlando alla polizia penitenziaria ricevuta al Quirinale, il Capo dello Stato sottolinea come “elemento prioritario l’esigenza di assistenza sanitaria nelle prigioni, che è una esigenza diffusa ampia, indispensabile”. Sull’emergenza suicidi, Mattarella è netto: “Il numero dei suicidi nelle carceri dimostra che servono interventi urgenti. E’ importante ed indispensabile affrontare il problema immediatamente e con urgenza. Tutto questo va fatto per rispetto dei valori della nostra Costituzione, per rispetto di chi negli istituti carceri è detenuto e per chi vi lavora”.

Mattarella e il carcere impossibile

Agli agenti penitenziari Mattarella ha ricordato che “ci sono altri ostacoli che gravano sul vostro compito e le vostre attività. Ostacoli che richiamano il compito di altre istituzioni: dal sovraffollamento carcerario che rende difficile il vostro lavoro molto più di quanto non dovrebbe essere, alle carenze di organico che pesano sovraffaticando il compito di ciascuno di voi a quello che è in questo momento un elemento prioritario: l’esigenza di assistenza sanitaria dentro agli istituti penitenziari che è una esigenza diffusa, ampia, indispensabile, la mancanza della quale fa sì che su di voi ricadano esigenze e richieste che non rientrano nei vostri compiti e nelle vostre funzioni”.

Una fotografia precisa quella del Capo dello Stato che mette insieme tutte le carenze presenti nelle carceri italiane nonostante le continue promesse della politica, poco seguite dai fatti.

Redazione

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