Secondo il World Economic Forum, le nuove applicazioni dell’automazione e delle tecnologie dell’informazione porteranno alla creazione di 97 milioni di nuovi posti di lavoro nei prossimi anni. La parola chiave per rispondere a questo cambiamento accelerato è: competenze (tecniche, organizzative e attitudinali). Viceversa, il disallineamento tra le competenze e la domanda del mercato del lavoro, emerso con drammaticità durante la pandemia, costituisce un ostacolo all’innovazione, capace di causare una mancata crescita del Pil nell’ordine complessivo di 18 trilioni di dollari entro il 2025 (fonte: Fondazione Luigi Einaudi e Intesa San Paolo).

In Italia, la carenza di competenze digitali è una debolezza del sistema industriale: con il 15,5 per mille di persone di 20-29 anni laureati nelle discipline Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), l’Italia è al di sotto della media europea di 4,1 punti per mille. Per guidare la digitalizzazione industriale, invece, saranno sempre più necessari esperti capaci di analisi dei dati, di sviluppare sistemi di intelligenza artificiale e di gestire la cyber security e il cloud computing. Tra i soggetti in prima fila per affrontare queste sfide c’è Leonardo, seconda azienda in Europa e quarta nel mondo per investimenti in ricerca e sviluppo nel settore aerospazio e difesa. Leonardo ha adottato soluzioni avanzate di sviluppo del proprio capitale umano e ricerca di nuovi talenti, attraverso l’analisi dei gap di competenza in azienda e l’accesso senza limiti a piattaforma di formazione per i dipendenti. L’azienda, inoltre, si impegna alla diffusione di una cultura dell’innovazione per avvicinare le giovani generazioni ai percorsi di studio e alle discipline Stem.

L’altra sfida raccolta è quella dell’open innovation, ovvero l’aggiornamento continuo di tecnologie e competenze attraverso la collaborazione strutturata tra industria, mondo accademico, centri di ricerca, pmi, start-up, distretti aerospaziali, che pone al centro il trasferimento tecnologico e la condivisione di conoscenza. Oggi Leonardo ha all’attivo circa 70 collaborazioni con università e centri di ricerca in Italia e all’estero. Dal 2019, per esempio, Leonardo ha avviato, in collaborazione con sei atenei italiani, il Drone Contest, un progetto che promuove lo sviluppo dell’intelligenza artificiale applicata ai sistemi senza pilota. Ad oggi, sulla base degli accordi attivati in 15 atenei dislocati su tutto il territorio nazionale Leonardo ha promosso circa 34 dottorati di ricerca.

All’interno di questi progetti e collaborazioni in ambito formativo e di ricerca rientrano le attività dei Leonardo Labs, incubatori di conoscenza e di innovazione in cui matematici, fisici, ingegneri e computer scientists collaborano per far evolvere il processo industriale dalla progettazione al prodotto. Un ecosistema allargato a una rete di università e centri di ricerca costantemente in crescita. Così, anche grazie ai Labs, Leonardo si propone come partner del sistema paese nel processo di transizione digitale, contribuendo agli obiettivi del Next Generation EU e del Pnrr.