Verso le elezioni
Vannacci e Conte assediano Meloni e Schlein da destra e sinistra, e il centro è incapace di aggregare…
Gli scherzi della politica sono improvvisi, come un fulmine a ciel sereno. Mai e poi mai Giorgia Meloni avrebbe ipotizzato di trovarsi un avversario alla sua destra, “sur sa droite”. Pensava di poter coprire tutto lo spazio che dal vecchio MSI arriva a FdI, ma non aveva previsto l’arrivo di un Generale in carriera, dimessosi per scendere in politica e diventato noto anche grazie a un libro capace di intercettare gli umori di “pancia” di una parte del Paese. Roberto Vannacci è oggi il principale problema politico di Meloni sul fianco destro. Nemmeno Elly Schlein avrebbe immaginato che il suo “testardamente unitaria” potesse trasformarsi in una trappola. Giuseppe Conte non sembra intenzionato a riconoscere al Pd la leadership della coalizione e, soprattutto, la candidatura alla presidenza del Consiglio. Schlein non vuole lasciargli il passo e Conte non arretra. Se necessario, potrebbe presentarsi fuori dal campo largo, puntando al primato elettorale nell’opposizione. L’ipotesi di sostituire Conte con Calenda appare, al momento, più una suggestione che una prospettiva concreta. Ma dietro le schermaglie dei leader c’è una trasformazione più profonda.
La politica italiana, come quella europea, sembra attraversata da una forza centripeta che spinge verso la radicalizzazione dei poli e rende sempre più difficile costruire uno spazio autonomo di moderazione e riformismo. In Italia il bipolarismo è diventato anche un bipopulismo sovranista: da una parte la destra estrema che cerca di contendere voti alla destra di governo, dall’altra un’opposizione nella quale il M5S esercita una pressione crescente sul Pd. Il centro, in questo quadro, non è tanto inesistente quanto politicamente incapace, almeno oggi, di aggregare una forza autonoma e competitiva. Giorgia Meloni si muove già in una logica da campagna elettorale. L’abolizione del bollo auto, gli annunci sul numero massimo di studenti stranieri nelle classi, sul divieto di burqa e niqab a scuola e lo sconto sul costo della benzina le consentono di presidiare temi sociali, identitari e popolari, contendendo spazio anche a Vannacci.
Elly Schlein è alle prese con un problema diverso: tenere insieme un partito attraversato da sensibilità differenti e un’alleanza nella quale Conte alza continuamente l’asticella. La questione più evidente è la politica estera. Da una parte esponenti del Pd, come Lia Quartapelle, mantengono una linea favorevole al sostegno all’Ucraina; dall’altra, l’intervento della segretaria dei Giovani Democratici Virginia Libero, con il riferimento ai “disertori”, ha riaperto una frattura interna su guerra, riarmo e rapporto con Kyiv. I numeri dei sondaggi rendono il quadro ancora più interessante. Secondo l’ultima rilevazione Ipsos per il Corriere della Sera, Fratelli d’Italia è al 26,4%, sostanzialmente stabile; Forza Italia scende al 7,3% e la Lega al 4,7%. Futuro Nazionale di Vannacci sale all’8,8%. Sul versante dell’opposizione, il Pd scende al 19,5%, con una perdita di 0,6 punti, mentre il M5S è al 14,5% e AVS al 6,3%. Quel 19,5% è il dato più delicato per Schlein: il Pd torna sotto la soglia psicologica del 20%.
È questa la fotografia dell’Italia alla vigilia della prossima sfida elettorale: due donne al centro della scena, due leadership sottoposte a pressioni opposte e un sistema politico sempre più polarizzato. Meloni deve difendere il territorio conquistato a destra; Schlein deve impedire che il Pd scivoli elettoralmente ancora e che la sua leadership venga svuotata da Conte. Secondo la nuova legge elettorale, se nessuna coalizione raggiungesse il 42% in entrambe le Camere, si andrebbe al proporzionale puro. In mezzo, il centro continua a esistere nei sondaggi, ma non ancora come forza politica capace di cambiare il gioco, per mancanza di leadership con appeal e di visione. In una politica che corre verso i due poli, il problema non è soltanto chi vincerà la partita, ma chi riuscirà ancora a rappresentare quello spazio che resta fuori dalla partita.
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