Virginia Raggi punta forte al Campidoglio. E lo fa mentre il Partito Democratico temporeggia, la sinistra si guarda attorno spaesata, ancora indecisa e irrisolta per le comunali che si terranno a Roma nel 2021, e mentre il centrodestra rispolvera la vecchia idea Guido Bertolaso. La sindaca è invece entrata in piena volata: forte dell’assoluzione in secondo grado nell’ambito del processo sull’inchiesta nomine e quindi di Renato Marra, fratello del suo ex braccio destro e allora capo del personale capitolino Raffaele Marra, al vertice dell’Ufficio promozione turismo della Capitale. Un’assoluzione che tira la volata alla sindaca, che tira dritto verso la ri-elezione, a prescindere da un primo mandato fallimentare nell’amministrazione della capitale.

E ai voti di sinistra – a quella sinistra che non sa se appoggiare Carlo Calenda o se continuare a snocciolare e poi a scartare o a tenere in caldo nomi come Morassut o Caudo o De Biase – punta la sindaca che all’assoluzione ha senza mezzi termini attaccato: “Volevano farmi fuori”, senza lesinare accuse nei confronti di una frangia per niente minoritaria di un Movimento 5 Stelle dilaniato da lotte intestine che alla sindaca avevano voltato le spalle nei momenti più bui.

Un nome su tutti, in una volata come una campagna acquisti, lo riporta Il Foglio: Ilaria Cucchi, sorella di Stefano Cucchi, protagonista suo malgrado di una battaglia di 10 anni per la morte del fratello. Stefano Cucchi, geometra 31enne, moriva all’ospedale Pertini di Roma nell’ottobre 2009 a causa delle ferite subite mentre era sotto la custodia delle forze dell’ordine. La Corte d’Assise d’Appello, nel novembre 2019, ha condannato a 12 anni due carabinieri per omicidio preterintenzionale.

“Il sindaco oggi pensa a una lista o addirittura due liste Raggi – scrive Marianna Rizzini sul quotidiano – una civica e una meno civica. Liste capaci, magari, di strappare al Pd ancora indietro nella corsa volti e consensi in aree contigue”. Lo schema sarebbe lo stesso che ha portato al Campidoglio, nel ruolo di delegata alle Periferie, la giornalista di Repubblica Federica Angeli, sotto scorta per le minacce ricevute dal clan Spada di Ostia. Un altro esempio di “donna coraggio” e un esempio di come Raggi non porti rancore: Angeli diede della “bugiarda” a Raggi a proposito del caso oggetto della sentenza di assoluzione. E comunque ha poi raggiunto la sindaca al Campidoglio. Cucchi disse invece che il comune di Roma voleva tenere in piedi il “processo farsa” sull’omicidio del fratello – anche se poi Raggi partecipò alla marcia del decennale dalla morte del 31enne. Sull’indiscrezione al momento nessuna smentita.

Antonio Lamorte

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